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L’Unione Calcio Casalese nasce nel maggio 1909: inizialmente si chiama Unione
Sportiva, o Unione Ciclistica, fondata da una decina di soci presso il Bar
Centrale della Piazza Garibaldi di Casalmaggiore. Il prefisso lascia intendere
quanto fosse predominante il ciclismo, all’epoca sport nazionale a tutti gli
effetti, agli albori della società, nata comunque come polisportiva, e capace di
aggregare anche podisti e canottieri, sfruttando le rive del Po e le rivalità
con le vicine società di canottaggio. Il calcio viene snobbato per i primi anni,
limitato a qualche torneo senza divise sociali, esaltando soltanto il
biancoceleste, da subito colore di appartenenza. Nel 1922 la Casalese per la
prima volta si iscrive alla Figc, ma si tratta in realtà di un “travaso” dalla
defunta Cci, federazione parallela frutto di una secessione durata lo spazio di
un anno. In pratica la Casalese si era affiliata alla Cci e, sparita questa, era
confluita nella Figc. Senza comunque, particolare importante, prendere parte ad
alcun campionato, e disputando soltanto amichevoli con i comuni limitrofi o le
frazioni (Gussola, Vicobellignano, Piadena, etc. etc.). Il primo campionato
documentato in Figc risale alla stagione 1929-1930: in quegli anni la società
gode di un nuovo campo da calcio “del Littorio”, sito in via Corsica e
realizzato a regola d’arte seguendo le istruzioni dell’ingegnere campano
D’Albora, caro a Farinacci: la struttura prevede pure un anello per il ciclismo
su terra battuta, una sorta di continuazione del vecchio Velodromo cittadino,
sorto in via Mazzini nel 1912. Gli anni ’30 e ’40 sono intervallati da continue
sospensioni, per cause belliche oppure economiche, e soltanto dopo la Seconda
Guerra Mondiale la Casalese è pronta a spiccare il volo. Ripartita in Prima
Divisione, nel 1949-’50 approda in Promozione Interregionale, staccando in
classifica il Castelleone: è il primo campionato ufficiale conquistato dai
biancocelesti, che salgono in una categoria all’epoca, causa varie riforme dei
campionati, equivalente alla IV Serie. Che arriva comunque, senza bisogno di
paragoni, nel 1953-’54: la Casalese scala due categorie in due anni e, in IV
Serie, arriva addirittura a toccare il quinto posto, per poi salvarsi comunque
con largo anticipo. Le spese, tuttavia, alla lunga si fanno sentire e mettono in
ginocchio una società che, costretta a ripartire dalla Prima Divisione (dopo
avere vissuto continui alti e bassi), nel 1958 esce di scena per assenza di
fondi e dirigenti. La storia calcistica riparte nel 1965, dalla Terza categoria,
che la Casalese abbandona, per mai più ritornarvi, superando l’Or.Sa. Parma in
un’epica sfida che decide la stagione, e con essa la promozione in Seconda,
1969-1970. Da quel momento la Casalese pianifica e ottiene soltanto salti in
avanti: la decade ‘70 porta in Prima, senza scordare, nel 1976-’77, pure un
doppio derby storico con il Casalmaggiore, con il quale i biancocelesti si
fonderanno. Nell’agosto 1978 nasce così l’Unione Calcio Casalese, ossia il nome
che ancora oggi perdura. In Prima la Casalese resta dieci anni esatti: al
termine del campionato 1988-1989, sfruttando quasi esclusivamente talenti della
zona casalasca, i biancocelesti approdano in Promozione. Vi restano un anno
appena, dopo di che i trionfi sul campo (quattro salti consecutivi: dalla Prima
al Cnd) fanno il paio con le magagne economico-societarie che si faranno sentire
fino al 2005. Nel 1994, intanto, il calcio a Casalmaggiore ha una nuova casa: lo
stadio “Icio Ferrari” in zona Baslenga. Dopo decenni di onorata militanza, viene
così abbandonato il vecchio “Comunale” di via Corsica. Dal 1995 al 2005 la
Casalese torna ancora in Cnd, per la precisione nel 1998, dopo avere vinto ai
rigori un palpitante spareggio con la Bagnolese (77 punti pari in regular
season!), e poi va verso un declino che pare irreversibile. Si torna addirittura
in Prima, poi, dal 2006, parte la risalita: non vertiginosa come la precedente,
ma più congrua alla politica dei piccoli passi, che conduce la Casalese in
Eccellenza, categoria nella quale tutt’oggi milita. |
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